L’Italia, una delle nazioni più titolate nella storia del calcio con quattro Mondiali vinti, attraversa una fase di crisi profonda. La mancata qualificazione per la Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva rappresenta il punto più basso di un processo iniziato molti anni fa. L’ultimo vero successo risale al 2006, quando la Nazionale vinse il titolo mondiale. Da allora, i risultati sono stati deludenti: eliminazioni ai gironi nel 2010 e nel 2014, seguite da qualificazioni mancate nel 2018, 2022 e ora di nuovo.
Alla base del problema c’è una struttura federale rigida e poco incline al cambiamento. Il presidente Gabriele Gravina aveva promesso riforme al momento del suo insediamento nel 2018, ma queste non si sono concretizzate. Nel corso degli anni si sono susseguite commissioni e discussioni, senza però arrivare a un progetto sportivo chiaro e moderno. Già dopo il fallimento del 2010 era stato redatto un ampio rapporto con proposte concrete per migliorare infrastrutture e sviluppo dei giovani, ma le indicazioni sono rimaste inascoltate.
Anche sul piano tecnico la Nazionale ha mostrato limiti evidenti. La scelta degli allenatori non ha portato stabilità né progresso. Sistemi di gioco complessi, difficili da assimilare in poco tempo, si sono rivelati inefficaci. Successivamente si è tentato un approccio più pragmatico, senza però risolvere i problemi strutturali. I risultati recenti – eliminazioni in competizioni internazionali e un avvio negativo nelle qualificazioni – hanno evidenziato un gruppo in difficoltà.
Dal punto di vista della rosa, emergono carenze evidenti. Mancano attaccanti centrali di alto livello, giocatori creativi capaci di incidere negli ultimi metri e ali con velocità e qualità tecnica. Anche in difesa si è perso molto in termini di leadership. L’uscita di giocatori esperti come Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci ha lasciato un vuoto che non è stato colmato. La squadra appare spesso fragile sul piano mentale, soprattutto nei momenti decisivi.
I fallimenti degli ultimi anni sono stati talvolta attribuiti a episodi sfortunati, come rigori sbagliati o sorteggi complicati. Tuttavia, questi elementi non spiegano da soli la situazione. Il titolo europeo conquistato nel 2021 ha temporaneamente mascherato problemi più profondi, ritardando una riflessione critica necessaria.
