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Un derby deciso dagli episodi, ma governato dall’Inter sul piano del gioco

Il confronto tra Inter e Juventus allo Stadio Giuseppe Meazza, valido per la 25ª giornata di Serie A, si chiude con una vittoria nerazzurra per 3:2 che nasce da una partita irregolare nello sviluppo, ma piuttosto chiara nei numeri e nel controllo complessivo. L’Inter costruisce di più, mantiene il comando del ritmo e alla fine trova il colpo decisivo nel finale, premiando una pressione costante e una gestione superiore dei momenti chiave.

Controllo nerazzurro e superiorità nei dati

L’Inter chiude la gara con il 60% di possesso e quasi 600 passaggi complessivi, contro i 403 della Juventus. Il dato sulle conclusioni rafforza questa lettura: 21 tiri per i padroni di casa, dieci per gli ospiti, con nove conclusioni nello specchio contro otto. Ancora più indicativo l’expected goals: 1.88 per l’Inter, 0.99 per la Juventus.

La squadra nerazzurra arriva undici volte al tiro dall’interno dell’area, mostrando una presenza costante negli ultimi sedici metri. La Juventus resta più legata agli episodi, con una produzione offensiva meno continua e una difficoltà evidente nel risalire il campo in modo strutturato.

Primo tempo condizionato dagli eventi

La partita si apre in modo atipico. Al 17’ l’Inter va in vantaggio grazie a un’autorete di Cambiaso, episodio che indirizza il match senza essere figlio di una pressione immediata. La Juventus reagisce e trova il pareggio al 26’ proprio con Cambiaso, servito da McKennie, sfruttando una delle poche situazioni di attacco manovrato del primo tempo.

Il vero snodo arriva al 42’, quando Kalulu viene espulso per doppia ammonizione. L’inferiorità numerica costringe la Juventus a ridisegnare la propria struttura e a preparare una ripresa di pura resistenza.

Ripresa: Inter più campo, Juventus più cinica

Nel secondo tempo l’Inter aumenta progressivamente il volume offensivo. I cambi, in particolare l’ingresso di Çalhanoğlu e la maggiore spinta sugli esterni, consentono ai nerazzurri di occupare stabilmente la metà campo avversaria. Il gol di Francesco Pio Esposito al 76’ è la conseguenza diretta di questa pressione, con Dimarco ancora decisivo in rifinitura.

La Juventus, pur in dieci, riesce a restare in partita e trova il 2:2 all’83’ con Locatelli, premiando una gestione sorprendentemente efficace delle poche situazioni offensive create. È un gol che tiene aperta una gara che sembrava già orientata.

Finale deciso dalla persistenza

Nel finale l’Inter continua a spingere senza perdere ordine. Il gol decisivo arriva al 90’ con Zieliński, servito da Bisseck al termine di un’azione prolungata che sintetizza l’andamento della gara. È la chiusura naturale di una partita in cui la Juventus aveva progressivamente abbassato il baricentro, difendendo ormai a ridosso della propria area.

I singoli: Zieliński guida, Locatelli regge

Piotr Zieliński è il giocatore che incide di più: un gol, due passaggi chiave, tre tiri nello specchio e una gestione continua del gioco tra le linee. Bene anche Dimarco per qualità e continuità nella rifinitura, mentre Bisseck abbina solidità e lucidità nell’azione decisiva.

Nella Juventus spicca Locatelli, autore del gol e di una prestazione di grande intensità, con sette contrasti vinti e una presenza costante in mezzo al campo. McKennie è determinante negli assist, mentre Cambiaso vive una partita paradossale, con un gol e un’autorete che pesano direttamente sul risultato.

Lettura complessiva e classifica

La vittoria rafforza la posizione dell’Inter nelle zone alte della classifica e conferma una superiorità strutturale negli scontri diretti giocati in casa. La capacità di mantenere pressione e lucidità fino all’ultimo minuto è un segnale importante.

Per la Juventus resta il rammarico per l’espulsione e per una gara vissuta più in reazione che in controllo. La prestazione difensiva, soprattutto in inferiorità numerica, è generosa, ma i numeri raccontano una partita in cui la gestione complessiva è stata nelle mani dell’Inter.

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