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Italia fuori dal Mondiale, ancora una volta

L’Italia ha fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione ai Mondiali, eliminata ai rigori dalla Bosnia-Erzegovina nello spareggio di Zenica. Dopo l’1–1 nei 120 minuti e il 4–1 dal dischetto per i padroni di casa, gli Azzurri resteranno fuori anche da Canada‑Messico‑USA 2026, allungando a 16 anni l’assenza dalla Coppa del Mondo.

La partita: da sogno a incubo in inferiorità numerica

Al Bilino Polje l’inizio era stato incoraggiante: al 15’ Moise Kean ha sfruttato un errore del portiere Nikola Vasilj e ha portato in vantaggio l’Italia con un destro dal limite. La gara è cambiata al 41’, quando Alessandro Bastoni è stato espulso per fallo da ultimo uomo su Amar Memić, lasciando la squadra in dieci per più di un tempo regolamentare più i supplementari. La Bosnia ha aumentato la pressione e al 79’ il subentrato Haris Tabaković ha firmato l’1–1 ribadendo in rete una palla vagante in area dopo un corner, nonostante un precedente intervento decisivo di Gianluigi Donnarumma. Nei supplementari l’Italia ha sofferto ma ha resistito fino ai rigori, dove Sandro Tonali è stato l’unico azzurro a segnare, mentre Pio Esposito ha calciato fuori e Bryan Cristante ha colpito la traversa; Esmir Bajraktarević ha trasformato il penalty decisivo per il 4–1 bosniaco.

Le parole di Gattuso e dei giocatori

Al termine del match Gennaro Gattuso è apparso visibilmente provato e ha chiesto scusa ai tifosi. Ai microfoni ha spiegato che, per lui, il primo pensiero non era il futuro personale: ha sottolineato che “parlare del mio futuro non è importante, oggi contava solo andare al Mondiale” e che si assume la responsabilità per non esserci riuscito. Allo stesso tempo ha ribadito l’orgoglio per il gruppo, ricordando di essere rimasto “sorpreso in positivo” da come la squadra ha saputo reagire e giocare in inferiorità numerica, creando tre occasioni nitide nonostante l’uomo in meno. Secondo Gattuso, i giocatori “non meritavano un colpo del genere” per impegno, dedizione e cuore mostrati durante la gara.

Leonardo Spinazzola ha ammesso di faticare a realizzare la portata dell’eliminazione, dichiarando che in spogliatoio molti non riuscivano ancora a credere di essere fuori e in questo modo. Il presidente federale Gabriele Gravina ha riconosciuto pubblicamente l’esistenza di una “crisi profonda” e la necessità di ripensare l’intero progetto, sottolineando che l’Italia, quattro volte campione del mondo, non può permettersi tre assenze consecutive dalla fase finale.

Il peso storico dell’eliminazione

La sconfitta di Zenica proietta l’Italia in una dimensione inedita: i campioni del mondo 2006 sono diventati la prima nazionale ad aver sollevato il trofeo e poi mancato tre Mondiali di fila, dopo le mancate qualificazioni a Russia 2018 e Qatar 2022. Prima di questo ciclo, gli Azzurri avevano saltato un’unica edizione, quella del 1958, presentandosi alle fasi finali per quasi sessant’anni consecutivi. Diversi media internazionali parlano di “nuovo incubo” e di “maledizione Mondiale”, collegando lo spareggio perso in Bosnia a un percorso già segnato dalla deludente difesa del titolo a Euro 2024 e da risultati altalenanti nel percorso di qualificazione. L’assenza dal 2026 priverà il torneo di giocatori come Donnarumma, Bastoni, Barella, Dimarco e altri protagonisti in Champions League, rafforzando la percezione di una frattura tra il livello dei club italiani e quello della nazionale.

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