X
Crisi del calcio italiano: cause, problemi e riforme necessarie (2)
Le difficoltà della Nazionale sono strettamente legate alla situazione del calcio italiano nel suo complesso. La Serie A rimane competitiva a livello internazionale e negli ultimi anni ha migliorato la propria posizione nel ranking UEFA. Tuttavia, questo non si traduce in benefici concreti per la Nazionale. Uno dei problemi principali riguarda il limitato impiego di…
Crisi del calcio italiano: cause, problemi e riforme necessarie (1)
L’Italia, una delle nazioni più titolate nella storia del calcio con quattro Mondiali vinti, attraversa una fase di crisi profonda. La mancata qualificazione per la Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva rappresenta il punto più basso di un processo iniziato molti anni fa. L’ultimo vero successo risale al 2006, quando la Nazionale vinse…
Italia fuori dal Mondiale, ancora una volta
L’Italia ha fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione ai Mondiali, eliminata ai rigori dalla Bosnia-Erzegovina nello spareggio di Zenica. Dopo l’1–1 nei 120 minuti e il 4–1 dal dischetto per i padroni di casa, gli Azzurri resteranno fuori anche da Canada‑Messico‑USA 2026, allungando a 16 anni l’assenza dalla Coppa del Mondo. La partita:…

Bologna–Fiorentina 1–2: cinismo viola, possesso sterile e una partita decisa prima dell’intervallo

La vittoria dell’AC Fiorentina sul campo del FC Bologna si inserisce in modo coerente nella dinamica della parte centrale della classifica di Serie A. Il 2–1 finale al Dall’Ara non nasce da un dominio territoriale, ma da una gestione più efficiente delle fasi decisive e da una maggiore qualità nelle zone chiave del campo .

Possesso Bologna, efficacia Fiorentina

I numeri raccontano una partita apparentemente sbilanciata: il Bologna chiude con il 61% di possesso e oltre 500 passaggi completati, contro i 349 della Fiorentina. Tuttavia, questo controllo non si è tradotto in una reale superiorità qualitativa. I rossoblù hanno costruito 15 tiri complessivi, ma solo tre nello specchio, con un expected goals di 1.12 che fotografa una produzione offensiva discreta ma non dominante.

La Fiorentina, con meno pallone, ha scelto un approccio più diretto e verticale. Gli 11 tiri prodotti generano un xG superiore (1.64), segnale di una selezione delle conclusioni più efficace. Nove conclusioni dall’interno dell’area spiegano bene la capacità dei viola di arrivare con continuità in zone ad alta probabilità.

Il primo tempo come snodo decisivo

La partita si indirizza nei primi quarantacinque minuti. Dopo un gol annullato dal VAR, la Fiorentina passa al 19’ con Rolando Mandragora, bravo ad inserirsi e a finalizzare un’azione costruita con ordine. Il raddoppio di Roberto Piccoli allo scadere del primo tempo pesa in modo significativo sull’inerzia del match.

Il Bologna, pur mantenendo il controllo del pallone, fatica a trovare ritmo tra le linee. La manovra è spesso orizzontale, prevedibile, e costringe la squadra a forzare conclusioni da posizioni non ideali.

Secondo tempo: reazione tardiva e gestione viola

Nella ripresa, il Bologna aumenta la pressione e prova a cambiare volto con i cambi. L’ingresso di Giovanni Fabbian e Jonathan Rowe dà maggiore dinamismo, e il gol dell’1–2 all’88’ riapre la partita solo formalmente. Fino a quel momento, la Fiorentina aveva gestito senza abbassarsi eccessivamente, difendendo l’area con ordine e accettando di concedere possesso lontano dalla propria porta.

In questo contesto, spicca la prestazione di Mandragora, autore del gol e centrale nella gestione delle transizioni, così come quella di Albert Guðmundsson, decisivo nell’assist e nel lavoro tra le linee. Tra i pali, David de Gea è chiamato a pochi interventi, ma sempre puntuali.

Nel Bologna, buone le prove di Fabbian e Rowe, entrambi incisivi nel finale, ma il contributo arriva troppo tardi per cambiare davvero l’esito.

Lettura complessiva e contesto di classifica

Il risultato consolida la Fiorentina nella zona europea della classifica, rafforzando l’idea di una squadra capace di vincere anche senza controllo territoriale. Il Bologna, invece, resta nel gruppo delle inseguitrici, con una prestazione che conferma solidità di base ma evidenzia limiti nella conversione del possesso in occasioni ad alto rendimento.

Una partita che, più che nei volumi, si decide nella qualità delle scelte. La Fiorentina ha colpito nei momenti giusti; il Bologna ha giocato di più, ma inciso di meno.

Categories: Analisi
Daniele Mandolini:
Related Post