Dopo il triplice fischio di Inter-Parma 2-0, è stato un coro unanime di soddisfazione, orgoglio e commozione. Giocatori, dirigenti e media italiani hanno celebrato uno Scudetto che va ben oltre la semplice vittoria di un campionato.
Il primo a prendere la parola è stato l’allenatore Cristian Chivu, ai microfoni di DAZN: „Sono nella storia dell’Inter? Beh, forse lo ero anche prima… Questi ragazzi hanno dovuto subire la narrativa dell’anno scorso, lo sfottò di quelli che hanno sempre cercato di denigrare questa squadra. Sono stati bravi a rimboccarsi le maniche, rinascere e trovare la motivazione giusta. È una pagina importante della storia di questa grandiosa società“. Chivu ha poi aggiunto di avere già la testa alla finale di Coppa Italia, in cerca della doppietta nazionale.
Il presidente Giuseppe Marotta ha voluto blindare il tecnico e spiegare la scommessa vinta: „Abbiamo deciso di puntare su Chivu con coraggio ponderato, qualità che a un manager non deve mancare. Aveva i numeri per farcela: è stato un giocatore vincente, un allenatore vincente nella Primavera e ha fatto bene al Parma. Chivu ha delle grandissime qualità e può e deve stare all’Inter per tanti altri anni“. A Inter TV, Marotta ha aggiunto: „Con 12 punti di vantaggio siamo campioni d’Italia. Un pensiero speciale va ai tifosi, sia quelli presenti in Duomo sia gli 80mila di stasera: sono stati il nostro vero dodicesimo uomo“.
Tra i giocatori, il capitano Lautaro Martinez è stato il volto della commozione collettiva. A Sky TG24 ha dichiarato: „Oggi è tutta felicità per il lavoro fatto. Abbiamo sofferto tanto, non era semplice ripartire dopo una stagione così dura. All’inizio non ci davano favoriti per come era andata l’anno scorso, ma abbiamo lavorato tantissimo dentro lo spogliatoio e in campo. Il gruppo è stata la cosa più importante“. In conferenza stampa ha poi sottolineato: „Questo titolo è figlio del lavoro duro che c’è stato durante l’anno“.
Nicolò Barella ha parlato con la saggezza di chi ha vissuto stagioni difficili: „Nel calcio come nella vita si attraversano momenti difficili: l’anno scorso siamo arrivati vicini a vincere tutto, ma l’importante è sapersi rialzare. Quello che questa squadra non ha mai perso è la voglia di stare insieme“.
Marcus Thuram, autore del gol del vantaggio, ha svelato il segreto dello spogliatoio nerazzurro: „Da quando sono arrivato ho visto un gruppo che ama stare insieme, non solo in campo“. Thuram ha anche esaltato Barella: „Per me è il migliore giocatore italiano, non capivo quando veniva messo in discussione“.
La stampa italiana non ha lesinato i giudizi entusiastici. La Gazzetta dello Sport ha definito questo il „lo Scudetto della rinascita“, tracciando il filo rosso che unisce la disfatta in Champions con il PSG della scorsa stagione al trionfo odierno sotto la guida di Chivu. Il Corriere dello Sport, già settimane prima, aveva scritto senza mezzi termini: „Uno scudetto ormai preso. La superiorità dell’Inter è indiscutibile: solo il Napoli, devastato dagli infortuni, avrebbe potuto contrastarla“. Il Tuttosport ha sintetizzato la nottata con un semplice ma eloquente titolo in prima pagina: „Thuram e Mkhitaryan affondano il Parma, fa festa la Milano nerazzurra“. Il portale Il Fatto Quotidiano ha interpretato il titolo come una rivincita collettiva, scrivendo di un’Inter che „con sudore e forza ha portato a casa tutti i punti necessari, fino a dominare il campionato“.
Sui social, anche le rivali storiche hanno reso omaggio ai campioni. Napoli, Juventus, Milan, Atalanta e Cremonese hanno tutti inviato i propri complimenti all’Inter, chiudendo una stagione in cui i nerazzurri hanno dominato dall’inizio alla fine.
